LAGORAI: sent. 322a + 362

13 Giugno 2015 - sab

Panoramica

Uscita ciclo-alpinistica sul Lagorai. 
Sono anni che sento parlare del Lagorai , della bellezza quasi incontaminata di questa zona, ma anche della asprezza del suo territorio ancora poco conosciuto e frequentato dal turismo di massa. 
Mi sono sempre ripromesso  di metterci piede, pardon, pedale. Durante gli ultimi giorni mi bazzica l'idea di provarci, trovo scarse info sulla zona, chiedo aiuto ai ragazzi del forum marrone e uno di loro, Mauro mi gira molto gentilmente la traccia da lui fatta sul sentiero 322a, avvisandomi però della durezza dello stesso. 
Mi accordo con Paolo, conoscitore della zona, tentenniamo più e più volte per il meteo molto incerto previsto e alla fine alle 5.45 di sabato partiamo. Il cielo in pianura è coperto, in Valsugana poi c'e addirittura la nebbia... Parcheggiamo in loc. Ponte Salton su un piazzale deposito di legnami, ci prepariamo e partiamo subito in salita su asfalto, non ripida ma costante.
Il cielo continua a minacciare pioggia ma si aprono qua e là dei buchi tra le sfumature di grigio ove fa capolino l'azzurro limpido. Comincia pure a fare qualche goccia, ci fermiamo per mettere il copri-zaino ma non facciamo nemmeno in tempo a finire che cessa e spunta il sole. Meglio cosi', fare la lunga salita al Manghen sotto al sole cocente non era il massimo. Ultime rampe al 15% ed il cartello ci indica siamo al passo Manghen (2013 mt).
Tira un vento gelido che ghiaccia all'istante, per cui scattiamo due foto veloci ad una marmotta incuriosita che ci guarda da lontano e a noi due in posa sotto al cartello e scendiamo a scaldarci vicino alla stufa del rifugio-baita sottostante. Prendiamo due panini allo speck da spolparci una volta in quota e risaliamo in sella. 
La traccia prevede di imboccare subito il sentiero 322a ma Mauro mi consiglia di scendere su asfalto e prenderlo da sotto tramite il sentiero 361, facendo sì 100 mt di ulteriore salita ma evitando di portarsi la bici in spalla per un bel pezzo... accettiamo il consiglio e scendiamo di un paio di tortuosi km a piena velocità. Il sentiero parte sulla destra, subito dopo un'ampia curva... c'e effettivamente il cartello ma non si vede ove passi... Procediamo in mezzo all'erba alta per qualche decina di metri, poi effettivamente pare che sotto ci siano tracce di sassi fissi a indicare il sentiero ma è quasi impedalabile: ove non ci si impianta la ruota su rocce nascoste dall'erba, si sprofonda nel fango creato da un rigagnolo che scende proprio sul tracciato... vabbe', pazienza, saliamo bici alla mano, facciamo meno fatica che pedalando.... dopo tanta sofferenza giungiamo finalmente alla traccia del 322a. Ci domandiamo sinceramente se sia valsa la pena salire da sotto o farsi quei 200 metri portando ugualmente la bici ma in falsopiano... mah..
Ora la ciclabilità migliora, ma di poco.. il sentiero di alta montagna è disseminato di rocce fisse e smosse in quantità. Fortunatamente il panorama allevia il morale: si apre dinnanzi a noi il Lago delle Buse, uno specchio d'acqua costellato di rododendri fucsia in fiore, uno spettacolo! Riprendiamo a salire, ora con la compagnia di un paio di allegre famigliole di trekkers che da qui in poi andranno piu' veloci di noi, causa continui saliscendi dalla bici per il fondo sempre più ostico, tant'è che parecchi passaggi li dobbiamo fare bici in spalla, sfiancandoci non poco. 
Si procede ora salendo in costa la Montalon su sentiero stretto, con vedute spettacolari sul sottostante Piano delle Fave. E' tutto un saliscendi, ciclabilità quasi nulla... salire poi in sella per fare 20 metri e scendere non ha senso, procediamo a piedi. Aggiriamo anche la Pala del Becco, stessa ciclabilità, giungendo in breve discesa (in sella per fortuna) in prossimita' della forcella Montalon. Dense e plumbee nubi avvolgono la Cima delle Buse, un vento gelido ci smorza gli entusiasmi... che fare? Tentare la sorte e procedere ancora appiedati sul 322A verso la forc. Valsorda o scendere per il 362, forse in sella? 
Decidiamo per la discesa. Barretta, giubbino e telescopico abbassato partiamo. La gioia dura poco, sentiero - soclo dell'acqua molto eroso, rocce di mezzo e bordi alti che toccano i pedali... qualcosa si riesce a scendere domando il mezzo, almeno fin poco sotto alla malga di Montalon. Guadati diversi rigagnoli che incrociano e impantanano il sentiero ci addentriamo ora nel bosco. Sentiero viscidissimo su rocce levigate, bagnate e piene di muschio fino praticamente alle fine dello stesso, ciclabilità nulla (quantomeno se bagnato), pericoloso anche a piedi. Qualche miglioramento dal capitello di S.Antonio ma oramai il grosso e' fatto. Arrivati in fondo alla colonia (sbarra da attraversare) ci concediamo il panino allo speck finora conservato per non bloccarci la digestione. Il resto poi è un breve tratto di asfalto ed una velocissima discesa su larghissima sterrata fino a Pontarso, dove ci aspettano gli ultimo 150 metri di dislivello su asfalto che ci portano al Pionte Salton,  punto di partenza.
Che dire,. alla fine  sono usciti 1800 metri di dislivello, 3/4 del sentiero fatto a piedi. Il posto merita, posti incantevoli, da contemplazione,  peccato la ciclabilità sia quasi nulla, almeno per le nostre possibilità. 
Ci ritorneremo, ma con 13,5 kg di alluminio in meno da portarsi appresso, cosi' ce lo godremo molto meglio!
  

PANORAMA: 8
TRACCIA: 5

Dati riepilogativi 
Km:          tot.32,80 km 
Dislivello :
1.800
Max alt.:
Min alt.

2.170 mt
926 mt
Durata:tot7h

in mov.
Vel.media Km/h

max Km/h
Tempi:salita0:00 h

discesa0:00 h
Meteo:
molto nuvoloso, schiarite, sole 



Difficoltà:
sentieri impedalabili per il 90% , passaggi bici in spalla
Note:
percorso ottimo per trekking, non mtb.
      
Traccia :
     
FOTO :

Partenza !
 nubi minacciose
 ma si sale
sempre più in alto 
 strani funghi...
cascatelle 
 tornanti
 marmotta
Finalmente il Manghen! 
rifugio Manghen 
al caldo 
imbocco sent. 361 
non si pedala.. fango& erba alta 
si sale ancora.. 
incrosio con il 622a 
ancora salita 
Lago delle Buse 
 panorama selvaggio
strani sassi gialli ...
qualcosa si pedala.. 
ma dura poco... 
single track in costa 
veduta dall'alto 
che panorami.. 
e che salite! 
sempre piu' ardite 
noi due 
laghetto "glaciale" 
forc. di Montalon 
qua scendiamo per il 362 

 nubi minacciose sul 322a
 non si pedala manco qui..
M.ga Montalon 
asino di guardia 
Paolo contento...si pedala finalmente? 
mah.. 
forse no.

Pasubio: Sent. Eroi - rif.Papa - rif.Lancia - sent. dei Foxi

6 Giugno 2015 - sab

Noi 3 alle 7 croci

Terza volta sul Pasubio! 
Dopo la classica Eroi - rif. Papa - Scarubbi e la Scarubbi - Rif. Papa - E5,  ora ci riproviamo con  un giro più ampio e impegnativo: Eroi - rif. Papa - rif. Lancia - Sentiero dei Foxi.
Il giro e' anche troppo tosto, la giornata torrida e afosa, preparazione scarsa e tempo poco: decidiamo per partire direttamenta dal pian delle Fugazze, invaso da ciclisti tedeschi, portando però un'auto ad Anghebeni per evitarci un'ora e 600 m di dislivello in salita da farsi su strada asfaltata assolata e trafficata.
Partiamo alle 8.30 imboccando subito la strada degli Eroi. 
La salita su sterrata è lunga, ma la conosciamo e procediamo con relativa calma. Il tempo non ci aiuta, è sì una giornata assolata, ma c'e un'afa bestiale che fa sudare stando fermi.. neppure salendo le cose migliorano di tanto, anzi, attraversata dopo la classica foto di rito la galleria d'Havet, sembra di entrare in un altro mondo, irreale, avvolto da fitta nebbia calda e umida che ci avvolgerà nel suo silenzio fino al rif. Achille Papa (1920mt). 
Ci concediamo una piccola pausa per una barretta, poi ripartiamo subito. 
La salita non è finita, anzi, ora ci aspetta la parte piu' dura: salita impervia su roccia smossa fino alla chiesetta degli Alpini, prima, saliscendi su roccia poi tra il Dente Italiano a sinistra e il Dente Austriaco a destra.
Qua si trovano ancora conche piene di neve fino alle 7 croci, dove spunta la prima erbetta. 
Si prosegue faticosamente ora su sentiero stretto in costa esposta, scendendo spesso a piedi fino alla Sella del Roite, punto piu' alto (2088 mt) del giro.
Ora si segue il sentiero 105 ( fa sempre parte del sent. della Pace E5) in un entusiasmante discesa su sentiero parzialmente esposto tra i pini mughi (occhio all'effetto fionda quando si attraversano: Flavio per poco non viene buttato sul vallone sottostante!).
Bellissimo percorso dapprima in lungo rettilineo in costa, poi sentierini a zig-zag fino a Bocchetta delle Corde. 
Il divertimento continua: discesa superflow su fondo erboso, spettacolare, fino al rifugio Lancia (1810 mt).
Arriviamo che Luca si accorge di aver bucato la posteriore della 27,5.. non ha la camera di scorta, Flavio ha una 29'' ed io una 26''... ci accorgiamo che la mia ha la valvola troppo grossa, ci adatta quindi la 29''.
Appiamo fatto tardi, ammiriamo da fuori il bel rifugio e ripartiamo subito imboccando il sentiero 102 (variante non sulle carte ma ben segnalata) per la Bocchetta dei Foxi. Il sentiero e' nuovamente in salita su fondo roccioso-erboso sempre tra pini mughi. 
Siamo agli sgoccioli con la benzina e i saliscendi spaccano le gambe... per di più LucaG si ritrova con la gomma  nuovamente a terra...
Non vediamo l'ora che arrivi la tanto decantata discesa quanto prima! 
Finalmente si arriva ad una specie di pittoresco altopiano, prendiamo a destra un divertente sentierino su l'erba che ci porta fino al sentiero dei foxi (1725 mt) e da qui finalmente si scende! 
Inizialmente il sentiero è tutto su roccia, leggermente esposto, tutto sentierini. Purtroppo però e' invaso e spesso coperto da sassi e rocce che franando lo hanno deturpato.. se sistemato sarebbe una fine del mondo, tecnico ma molto divertente, con la parete rocciosa a strapiombo a fare da imponente sfondo...
Più si scende piu' il fondo migliora diventando sempre piu largo e permettendo velocita' maggiori, specie una volta entrati nel sottobosco su ampia carrabile con fondo di terra e foglie, tante sponde da prendere in velocità e passaggi da lacrime agli occhi... che goduria!
Scusate se non ho praticamente fatto più foto sul foxi, ma me lo sono goduto tutto fino all'ultimo!
Verso il finale diventa nuovemente sassoso e piuttosto smosso. LucaG deve nuovamente fermarsi per pompare ma la camera pare andata, non regge piu. Si rassegna a farsi gli ultimi 2,5 km di discesa a piedi, ma io e Flavio scendiamo a recuperare l'auto e risalire a prenderlo, visto l'ultimo km e' su asfalto.
Solo ora ci accorgiamo quanto abbiamo fatto bene a portare un'auto ad Anghebeni a fine discesa!
Trasferimento fino alle altre auto al pian delle Fugazze ora invaso da motociclisti, birra e panino con sopressa finale con sorrisi fino alle orecchie!

Bellissimo giro stile dolomitico, peccato per afa e foschia in quota, ma stupendo ugualmente, da rifare nei prossimi anni senza ombre di dubbio!  

PANORAMA: 8
TRACCIA: 8

Dati riepilogativi 
Km:          tot.29,00 km 
Dislivello :
1.364
Max alt.:
Min alt.

2.098 mt
640 mt
Durata:tot4h,50min

in mov.3h, 14 min
Vel.media5,79 Km/h

max63,27 Km/h
Tempi:salita2:32 h

discesa1:36 h
Meteo:
sole - nuvoloso in quota - afa 



Difficoltà:
molto impegnativa la salita - difficile
Note:
consigliato evitare il tratto Anghebeni - Pian della Fugazze
      
Traccia :
     
FOTO :

Partenza 
 Flavio e Luca
foto alla Galleria d'Havet con ospite
nebbia 
in galleria 
sotto ai "portici" 
 non si vede a 30 metri!
Flavio & Luca 
Io e Luca 
 si risale
sempre sù 
non si passa 
monumento ai caduti 
 nevaio
chiesetta degli alpini 
saliscendi su roccia 
 e a piedi..
bel traverso 
 ridi ridi.. non e' finita!
 falsopiano
 ripari
sent 105 
tra i pini mughi 
in picchiata su erba 
rif. Lancia 
verso bocchetta Foxi 
seconda foratura 
single track su erba 
terzo ripompaggio 
che posti! 
si scendeee! 
parete a strapiombo scendendo dal foxi