100KM dei forti + Vezzena

12 Agosto 2011
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Prima uscitona con fiocchi e contro-fiocchi del periodo di ferie estive!
Oramai rassegnato a passarmi le ferie in uscite in solitaria per i vari impegni dei componenti del gruppo in attesa della megauscita dolomitica del Latemar, mi giunge un invito da Diego, un amico del corso mtb di Godego desideroso di fare la "classica" della 100 km dei Forti a Lavarone.
Troppo invitante per dire di no, nonostante mi sia sparato il giorno precedente l'ennesimo "salto della Cavara"+ 155 con Paolo...
Riesco però a farli desistere dal percorso della 100km di 57 km e fargli fare una deviazione al pizzo Vezzena, vista in un sito molto interessante sul Trentino.
Non so se un bene o un male.. poi vi dico il perchè !
Partenza dopo un caffettino dal parcheggio dinnanzi alla chiesa in loc. Chiesa (scusate il gioco di parole), sopra al lago di Lavarone.
Oltre al sotto scritto e Diego, anche un suo amico di pedalete, Ermes, che con la sua statura imponente in sella ad una 29'' misura XXL mi fa sentire come bambino con il triciclo.
Si segue il tragitto della Nosellari Bike, molto ben segnalata, anche se ogni tanto una controllatina al gps non guasta. Passato il Forte Belvedere la strada foestale comincia a presentare lunghi tratti ripidi, fortunatamente intervallati da pezzi in falsopiano e brevi discese tra le radici fortunatamente asciutte nel fitto del bosco che consentono di prendere fiato e di divertirsi.
Con i saliscendi la fatica accumulata sul Grappa cominci a farsi sentire, ma si avanza.
Si prende per la Kaiserjeger Marathon, si raggiunge il “Passo Cost”, sia attraversa la statale e si sale ancora su sentieri fino all' enorme piazzale di Malga Laghetto. Breve sosta poi si prosegue,  passando davanti ad un incredibile esempio di ECOMOSTRO l' "Hotel Club".. giuro mi e' venuto il mal di stomaco a vedere simile abnorme schifezza residenziale in cemento armato tra uno spettacolo della natura.. pensavo sinceramente in Trentino usassero molto piu' buon senso e gusto estetico !!!
Prendiamo la variante in direzione della Malga Millegrobbe risalendo su asfalto tra gli impianti di risalita. Giunti alla Malga prendiamo per il Forte “Campo Luserna”. Breve visita, poi si prende per Malga Croiere.
La strada (Kaiserjeger Marathon) e' ora larga sterrata, ma in salita e su fondo in ghiaione,  tutta sotto al sole e intervallata da numerose sbarre antimucca; solo il panorama tenta di alleviare la fatica che mi sta prendendo le gambe...
Breve sosta alimentare. Solo io sono cotto, Diego ed Ermes invece sono ancora freschi e pimpanti..
Facciamo conoscenza con un biker padovano all'ennesima alzata di sbarra, ancora piu' carico degli altri, ci accompagna sino all'imponente Forte Verle (peccato vederlo chiuso ed in rovina), qual lo lasciamo sfrecciare via e poi giu' sino al passo Vezzena.
Ora comincia il bello della seconda variante... Si parte con un salitone asfaltato che prende rapidamente quota.. tira, ma salgo abbastanza bene..
Deviazione per sentiero SAT 205, chiamato SENTIERO DELLA PACE ( io ci aggiungerei anche DEI SENSI). Una mulattiera, stile il 105 del Grappa, ma molto molto peggiore per il fondo di rocce spigolose, alte e smosse che fatti 200 metri mi ha tagliato le gambe e costretto  farmi 3/4 della salita a piedi. Ermes ci prova, scende, risale.. solo Diego deve essersi drogato pesante stamattina e lo fa tutto in sella ! Io ogni tanto, mosso da vergogna da chi scende e mi vede appiedato ci provo, ma piu' di 100 metri non riesco a mandare giu' sui pedali.. il fondo poi cambia ma diventa ancora più insidioso perchè in ghiaione molto smosso da far perdere aderenza al mio posteriore oramai slick...lascio perdere.. Ecco perche' mi sono rimangiato l'idea delle varianti sul Vezzena!
L'orgoglio non e' ancora morto;risalgo in sella gli ultimi 100 metri tra ali di turisti merenderos allibiti su come abbiamo fatto ad arrivare lassu'. Arrivo, mi butto per terra sfinito.
Il panorama e' a dir poco meraviglioso: cielo azzurro, panorama a 360 gradi su Verena, Dolomiti di Brenta, Lagorai,  Valsugana con i due laghi di Levico e Caldonazzo sul fondo, verdi prati della piana di Vezzena...è un peccato dover scendere !
Recuperate le forze e fatte due foto si scende per la stessa strada.. e qua goduria completa !!!
Scendo come un missile rifacendomi nei confronti di quel terreno tanto insidioso quanto odiato in salita e dei due colleghi più prudenti che lascio alle spalle.
L'adrenalina è a 1000, volo, i trekkisti  prendono paura e si scansano lasciandomi strada, ringrazio!
Ritornati al passo, si scende in direzione Monterovere, Croz del Coel. Qua si comincia  risalire, metto il primino e salgo a lumaca.. finisco pure i 2 litri d'acqua, fortuna risolvo con una bottiglietta offerta da vacanzieri in una baita sperduta tra i boschi. ancora diescese e tratti spaccagambe in salita ma oramai siamo quasi arrivati e stringo i denti.
Arriviamo alla base.. mi viene l'idea di scendere la Lago.. peccato seguiamo un sentiero stile Canyon con passaggi angusti e tratti su ponti di legno che ci impegnano non poco.. Siamo al Lago, pausa pranzo con striminziti panini e toast a peso d'oro. Completiamo il giro del Lago e risaliamo al parcheggio su asfalto.
Che dire? Giornata stupenda, giro bellissimo, offuscata solo dal mio scarso rendimento sul Vezzena.
Ma a rifarlo col cavolo mi faccio prima il Grappa!
Un grazie ai simpaticissimi Diego ed Ermes, spero sia la prima di tante uscite memorabili!






Dati riepilogativi:
Km:           tot. 56 km
Vel. media/max: 9,7 Km/h - 58,9 Km/h
Tempo: 5h circa   
Dislivello : 741 mt (1191-1932) 
Ascesa totale: 1252 mt
Max altitudine: 1932 mt
Meteo: splendido sole
Difficoltà: medio, difficile la salita al Vezzena
Note: da rifare senza dubbi !



Traccia Gps e Mappa:
  e' incompleta causa batteria scarica agli ultimi km..
l'originale senza discesa al lago su: sport.infotrentino.com




Foto:

PASUBIO giro corto

17 Luglio 2011



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Uscitona "storica" su una delle zone piu' martoriate della prima guerra mondiale:la Zona Sacra del Pasubio, così dichiarata dal Regio Decreto n. 1386 nel 1922 in quanto il massiccio fu teatro dei cruenti combattimenti della Prima Guerra Mondiale ed in particolare la prima linea passava proprio in corrispondenza del suddetto crinale.
Decidiamo di provare il giro piu' corto, con partenza dal pian delle Fugazze. Ritrovo alle 6.00 a Nove per essere a loc. Ponte Verde alle 7.00.
Si parte subito in salita su strada asfaltata. La giornata è soleggiata, calda e afosa ma si sale sul versante in ombra e, almeno fino all'inizio della vera e propria "Via degli Eroi" quasi tutta nel bosco.
Il fondo e' buono, inizialmente molto ghiaioso con tratti in cui si la gomma va a vuoto, poi dalla galleria "Generale d'Havet" la strada si fà piu' dura, lastricata di rocce ora infisse ora molto smosse e piuttosto spigolose il che costringe a continui zig-zag nel cercare il passaggio ideale.
Abbiamo comunque fatto bene a preferire questa salita a quella degli "Scarubbi": molto piu' panoramica e meno monotona: si sale con i denti stretti ma  con il sorriso sugli occhi..
Sfortunatamente c'e uno strano via-vai di fuoristrada e di furgoni-pulmini che vanno avanti e indietro costringendo noi poveri bikers a continue  soste per lasciarli passare... scopriremo poi gli "scarubbi" sono chiusi per manutenzione e questa resta l'unica salita motorizzata fattibile dalle spole che portano sù escursionisti poco inclini a fare fatica...
Arriviamo alla Galleria "Generale d'Havet". L'oltrepassiamo contenti perchè dovrebbe iniziare la parte anche se più dura, piu' panoramica e piu' interessante della giornata ma abbiamo subito una brutta sorpresa: grosse nubi calde e afose risalgono dal fondovalle, coprendo tutto con una fitta nebbia che rende quasi difficile distinguere il sentiero... Siamo speranzosi  di ritrovare il sole piu' in alto ed in effetti, ad un centinaio di metri dal Rifugio Papa, ecco riapparire il sole, seppur cominciano a risalire pure qua grossi nuvoloni dal basso...
Decidiamo di sfruttare il poco sole che ci rimane e quindi di non fermarci.
Continuiamo salire per la zona monumentale: breve sosta all' Arco dei caduti e poi ancora su' sino alla Chiesetta sempre su mulattiera rocciosa e smossa.
L'idea è di salire almeno sino alla Cima Palon ma nuvoloni neri stanno coprendo il cielo: ne approffittiamo per divorare velocemente un paninazzo e prepararci alla discesa. Cominciano le prime sporadiche gocce,  facciamo in tempo a fare meta' della discesa degli Scarubbi fino all'imbocco del "sentiero delle 52 gallerie" quando inizia la pioggerellina vera e propria.. fortunatamente scendiamo veloci su strada asfaltata coperta dal fitto del bosco e restiamo pertanto all'asciutto fino al parcheggio di Ponte Verde dove non piove nemmeno.
Un bel giro su sterrate e sentieri che nulla hanno da invidiare alle più blasonate e trafficate Dolomiti e ricco di munumenti e testimonianze di uno dei più brutti periodi della secolo scorso.
Da rifare senza dubbi, magari provando questa volta il giro lungo con partenza da Valli del Pasubio o capire dove inizia e finisce il bel  sentiero non esposto visibile sulle sx scendendo dalla discesa degli Scarubbi ...

Presenti all'adunata gli "eroi" :  FabioO, FabioS






Dati riepilogativi:
Km:           tot. 34 km
Vel. media/max: 9,7 Km/h - 58,9 Km/h
Tempo: 3h 30min  
Dislivello : 1204 mt (2124-921) 
Ascesa totale: 1278 mt
Max altitudine: 2124 mt
Meteo: inizio: sole poco nuvoloso poi: nebbia - inizio pioggia
Difficoltà: facile ma impegnativo
Note: da fare con pieno sole...



Traccia Gps e Mappa:




Foto: